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ESSERE ATTENTI È MEGLIO DI OSTENTARSI GENIALI

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Nel dare voce ai propri pensieri, uno degli errori più frequenti dell’ignaro scrittore è non considerare il contesto in cui sta elaborando la sua opera.

La scrittura è un processo elaborato. Non basta godere di capacità di linguaggio, di spirito intraprendente e/o di una buona immaginazione. Riuscire a conciliare tali elementi è utile solo e soltanto quando il tuo impianto narrativo non presenta pecche strutturali.

Cosa sono queste “pecche strutturali”, però?

Esistono numerose manchevolezze a tenerci lontani dalla perfezione. Ma, se pure lo stesso concetto di perfezione è difficilmente rintracciabile, bisogna comunque sforzarsi di identificare da subito ogni possibile errore di concetto. Non basta una rilettura sommaria del proprio lavoro: tali magagne, purtroppo per noi autori, si nascondono spesso e volentieri in un impianto narrativo impeccabile… almeno, a un primo sguardo. Bisogna dunque essere metodici e non compulsivi, aspettandosi di eliminare qualsiasi incongruenza al pari di un semplice refuso grammaticale.

 

 

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PUNTO DI VISTA PERSONALE O COLLETTIVO

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Tanto per cominciare, un problema ciclico negli autori emergenti è quello di non riuscire a distinguere tra visione d’insieme e approccio diretto alla realtà. Cosa significa? Significa che ognuno, quando ci si appresta a mettere mano su una determinata opera (più nello specifico, sulla trama della stessa, sullo scenario o ancora su chissà quant’altro) tende a prendere sotto esame unicamente la sua percezione delle cose, anziché quella oggettiva. Ciò si traduce in una sequenza di sviste palesi per il lettore medio, a cui tuttavia l’autore non farà caso a meno che qualcuno non glielo faccia notare.

Facciamo un esempio.

 

  • È inverno, e il protagonista della nostra storia se ne sta in bermuda seduto dietro la scrivania. Anziché lamentarsi del clima eccessivamente rigido, si comporta come se fosse estate inoltrata, in barba alla pioggia che si abbatte sui vetri della finestra.

 

Ora, esistono due possibilità.

La prima è che l’ambiente in cui si trova non sia conforme alla descrizione dello scenario. Magari scopriremo in poche righe che quella in cui sta vivendo è una sottospecie di camera a gas, e il nostro protagonista si sta sottoponendo a un bizzarro esperimento che prevede la reclusione temporanea in quel surrogato di domicilio.

L’altra è che il tipo in questione viva diversamente la realtà, e presenti una temperatura corporea ben più alta rispetto alla norma. Una presa di coscienza che va specificata, se non si vuole incorrere in mugugni di dissenso del tutto giustificati da parte del lettore. Nulla vieta di creare un personaggio con la suddetta caratteristica (quella di non soffrire il caldo/freddo). Ma non possiamo – e non dobbiamo – dare per scontata la qual cosa durante la narrazione. Quando si dà alcunché per scontato, lo si fa perché si prendono in esame le convenzioni comuni. E, quando lo si fa, partire da un esatto opposto risulterebbe quantomeno bizzarro.

 

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POSIZIONE STRATEGICA: CASA DOLCE CASA O ESTERO?

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Un altro degli inconvenienti più classici per gli scrittori in erba consiste nel voler ambientare i propri lavori in un contesto diverso rispetto a quello di cui si ha conoscenza.

Non è un errore il voler a tutti i costi distaccarsi dalla mondanità. Se ti poni come obiettivo (o anche come presupposto) la lontananza dagli eventi che affronti tutti i giorni, indefessamente, una delle occasioni a cui hai accesso – in qualità di autore – è quella di scrivere di fatti ambientati in uno scenario insolito. Sbagliato è, tuttavia, scrivere di ciò che non si conosce. Una massima che, ne sono convinto, avrai già sentito altrove. Un sempreverde. Anche stavolta, si dimostra più attuale che mai.

Le incongruenze sono, da sempre, la bestia nera di ogni scrittore. Alcune sono facilmente rintracciabili dopo una rilettura del testo. Altre sono più subdole, e necessitano di un profondo lavoro di riflessione per essere individuate. È però possibile stilare una breve lista di errori ricorrenti di facile auspicio, da cui tenersi lontani il più possibile.

 

  • Misure

 

Un discorso semplice da affrontare. Qui in Italia lo standard a cui attenersi è il metro (e, di conseguenza, centimetri, millimetri…). Se ci spostiamo altrove – prendiamo come esempio il suolo americano – scopriamo che bisogna riferirsi invece a iarde, piedi e pollici. Per gli amanti del Football è una nozione sicuramente nota. Ma, pensateci su: quante volte vi è venuto il dubbio sul se usare il termine “miglia” oppure un più classico “chilometri”? Per non parlare del periodo temporale a cui ci riferiamo. Tutto è subordinato a un periodo storico/temporale/culturale ben definito.

 

  • Denaro

 

Un altro fattore è quello relativo alla valuta. Sappiamo che, al momento stante, nell’Unione Europea vige l’Euro. Facile, no? Tendiamo ormai a fare calcoli su quanti soldi possiamo/dobbiamo spendere senza nemmeno sforzarci più di tanto. Ma convertire la valuta di paese in paese non è affatto scontato, come sapranno i viaggiatori più accaniti. Corone, Sterline, Yen e Won sono concetti familiari per chiunque si diletti nel visitare paesi esteri. Meglio non confonderli per giocare un tiro mancino all’ignaro lettore. Che, se tanto ignaro non dovesse dimostrarsi, rabbrividirebbe non poco.

 

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MINDSET A CONFRONTO: MONDO OCCIDENTALE VS MONDO ORIENTALE

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Una delle problematiche più diffuse riguarda l’ostinazione del novello scrittore nel voler rappresentare a tutti i costi un cambiamento di scenario a trecentosessanta gradi… senza mettere in conto i dovuti inconvenienti.

Quando la scena dell’azione migra da un mondo conosciuto a un mondo (per gran parte) sconosciuto, non ci si può affidare unicamente al senso comune. Stessimo narrando di viaggio estemporaneo in un ambiente del quale siamo curiosi, ma delle cui nozioni siamo all’oscuro, l’ignoranza sarebbe giustificata. Non lo è, tuttavia, quando decidiamo di essere fautori di quello scenario, di asservirlo alla nostra storia senza informarci delle differenze che intercorrono tra le due realtà. Perché, in gran parte dei casi, quelle stesse differenze si presentano cruciali anche in ambito quotidiano, nello svolgimento delle mansioni di ogni giorno.

 

  • Religione & Tradizioni

 

Esatto. Partiamo dal gradino più altisonante del podio: quello legato al mondo celeste. La religione, in molti paesi dell’Oriente, viene vissuta in modo diverso rispetto a noi occidentali. Che tu sia credente, ateo o agnostico, devi comunque realizzare che il modo di approcciarvisi varia da popolo a popolo, e si cristallizza in un vero e proprio scontro di realtà dalla matrice culturale difficilmente avvicinabile. Religioni quali il Taoismo o il Buddhismo, difatti, rifuggono qualsiasi tentativo di formulazione dogmatica, manifestandosi in pieno contrasto con il Cristianesimo e i suoi affini. Sono un qualcosa che “non si può imbrigliare in un concetto o in una formulazione dottrinaria”. Ciò si ripercuote, com’è ovvio che sia, anche sulla società di cui parliamo. E non si può far finta di niente, per via dei comportamenti a cui dà vita il credo in questione.

 

  • Segni Zodiacali & altre particolarità

 

Siamo ben consci di come diverse persone si lascino influenzare, volenti o nolenti, dal loro oroscopo. Spesso si parla di carattere ereditato dal proprio segno zodiacale, o di una serie di combinazioni che ci portano a godere di tratti distintivi generati da un determinato allineamento astrale. Di nuovo, che si creda o meno a tali concetti, bisogna tracciare una linea tra l’approccio dell’Occidente e quello dell’Oriente. In Cina, ad esempio, viene adottato il cosiddetto Calendario Cinese, che prevede una divisione dei segni per anni, anziché mesi, prendendo origine dalle creature che popolano la Terra anziché dalle costellazioni. Non solo: a influenzare le emozioni umane non sono soltanto i segni distintivi dei vari individui, come succede nel modello Occidentale, bensì anche e soprattutto gli elementi (Fuoco, Terra, Metallo, Acqua e Legno). Per non parlare delle credenze giapponesi: i gruppi sanguigni si tramutano nei marchi distintivi di ogni persona, ben più di qualsiasi suggerimento proveniente dalle stelle.

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